via del sale - arrivo a ventimiglia

La "nostra" Via del Sale

Marco face bike
Marco

Marco è il cervello e le gambe di Giroola. Lui pedala, pedala nei migliori sentieri mountain bike del Piemonte.

29 Ago 19

"3 giorni per fare la via del sale?! 1!  un mio amico l'anno scorso l'ha fatta in 2 giorni!!!11!"

"non serve l'ebike bisogna PE-DA-LA-RE !"

"attenzione che sul treno che torna a Limone si possono caricare al massimo 2 bici"

...

potrei andare avanti per qualche pagina, questi sono solo alcuni dei messaggi / commenti / consigli che ci arrivano da quando abbiamo a catalogo il tour in ebike di 3 giorni sulla via del sale da Limone Piemonte a Ventimiglia  ( dal prossimo anno in versione easy e anche in versione unpo'menoeasy )

In effetti a ben guardare sono tutte osservazioni che ci stanno, visto che non esiste una "Via del Sale ®"  (ogni luogo, regione, aveva una rete di sentieri per trasportare le merci verso il mare, e da qui fare ritorno con il carico di sale), ognuno la può interpretare come gli è più congeniale:

I vecchi percorsi, specialmente quelli usati dai contrabbandieri, passavano per lo più in cresta, per evitare appunto i controlli e le dogane, e venivano percorsi a piedi o utilizzando i muli.

Verso la fine dell’800, vennero costruite nuove strade “carrozzabili”, più larghe e percorribili con i "cartùn" (carri trainati da cavalli), lungo le quali iniziarono a sorgere punti di ristoro, per uomini e cavalli.

Nel corso dell'ultimo secolo le vie del sale sono state abbandonate dai commercianti (e dai contrabbandieri) per diventare meta di appassionati escursionisti, ciclisti, motociclisti.
Quella che collega Limone Piemonte a Ventimiglia è una di queste, forse la più conosciuta e una delle più frequentate dagli appassionati, ricca di fascino per la sua storia e per i panorami che regala.

Quando si parla di 'Via del Sale' oggi si intende di solito questo percorso, ed è (anche) per questo che abbiamo scelto questo itinerario.

LA VIA DEL SALE DI GIROOLA

Ma anche concentrandoci sulla "via-del-sale-da-limone-a-ventimiglia", ci sono tanti modi per affrontarla:

  • c'è chi la fa in fuoristrada 4x4
  • c'è chi la fa con la 500x con le ruote da 18" /40  e si meraviglia di aver squarciato un copertone ("...e adesso come cazzpita faccio a tornare indietro con il "ruotino"?)
  • c'è chi la fa con una piccola moto da enduro 2t
  • c'è chi la fa con il GS1200 e si deve fermare perché a causa delle vibrazioni ha perso 2 viti del parabrezza

(tutte queste categorie qui sopra possono accedere - a numero contingentato - pagando un pedaggio)

poi,

  • c'è chi la fa a piedi
  • c'è chi la fa a cavallo
  • e poi c'è chi la fa in bici, e qui:
    • c'è chi la fa con la MTB front e le ruote da 26" e la tripla davanti
    • c'è chi la fa con una MTB da DH e col casco integrale
    • c'è chi la fa con una gravel con solo uno zainetto a spalle
    • c'è chi la fa con zaino, tenda, 3 borse e 4 borracce e 2 pentole attaccate alla bici

e, per ognuno di questi

  • c'è chi la fa in 2 giorni tutta su sterrato
  • c'è chi la fa in 1 giorno, togliendo tutta la salita da Limone al colle di Tenda, e scendendo dal colle Melosa su asfalto
  • c'è chi la fa andata e ritorno, in 3-4 giorni
  • ...
  • e poi ci siamo noi, che la facciamo in 3 giorni, e con le e-bike  ("non vale!!  troppo facile col motore!!!1)
via del sale - forte

3 GIORNI

La prima volta che l'ho fatta, con i miei amici Luca e Paolo, dopo esserci abbondantemente documentati (io) sulle diverse varianti e possibilità, abbiamo optato (sempre io) per farla tutta (compresa la salita su asfalto da Limone al colle di Tenda), in 2 giorni, scendendo poi dalla parte più "difficile".

Ed è stato un weekend bellissimo, una faticaccia tremenda (fatta con la mtb "normale" - senza motore), con sole, vento, pioggia, temporale, grandine, freddo-freddo, caldo-caldo, e tanta birra per reintegrare i sali minerali. E paesaggi meravigliosi. E l'arrivo al mare senza nemmeno la forza e la voglia di fare il bagno, prima di rientrare a Limone con il treno.  

Forte di questa prima esperienza, ci siamo interrogati e abbiamo discusso parecchio su quale dovesse essere la "nostra" via del sale (e ancora non abbiamo finito...  lavorare con Paola non è per niente facile, non è mai contenta...!)  :)

Alla fine abbiamo deciso di farla in e-bike, e di metterci 3 giorni.

Aspetta-aspetta-aspetta...?

la facciamo in 2 giorni con la MTB "normale" (non mi piace il termine "muscolare") (anche perché i muscoli li usi anche se hai motore e batteria) e con le ebike, che dovrebbe essere più facile, ce ne mettiamo 3?

...

Eh sì.

Un po' perché... (la conoscete la storiella del vecchio che piantava il tamarindo e del nipote...?)  :)
Ma, soprattutto, perché:

  • la parte di "salita" che noi facciamo nei primi due giorni, fino al Colle Melosa, dal punto di vista paesaggistico è davvero spettacolare e interessante, e ci piace un sacco. E abbiamo inserito alcune aggiunte-varianti che la rendono ancora più bella, come il passaggio al Forte Tabourde il primo giorno e il Monte Saccarello (il più alto della Liguria) e al Cristo Redentore, e le caserme di Marta il secondo giorno. Tutte queste varianti aumentano i km, il dislivello, ma soprattutto le cose belle che ci porteremo a casa e che ci ricorderemo di questo viaggio
  • arrivare più freschi, prenderci una birra insieme, chiacchierare, godersi la montagna e la compagnia, è un modo di viaggiare che noi preferiamo rispetto a fare tutto di corsa e crollare esausti a fine giornata (de gustibus...)
  • con l'ebike bisogna anche considerare che non tutti hanno bici uguali, batterie uguali, e non tutti pedalano utilizzando lo stesso livello di assistenza, per cui pianificare tappe di 70-80km con 2.500m d+, semplicemente farebbe sì che la maggio parte di noi (me compreso) si ritrovi a dover poi pedalare, da scarica, 30kg di bici (col bagaglio), su strade militari, sterrate, con pendenze del 10%
  • ma soprattutto per il tamarindo (leggere sotto se volete sapere perché)
via del sale - la grandine

TORAGGIO O DOLCEACQUA?

Detto questo, rimanevano 2 scelte:

  1. come "scendere" fino a Ventimiglia?
  2. come tornare poi a Limone?

Per la parte di discesa, quest'anno avevamo deciso di fare gruppo unico fino al colle Melosa (fine del 2° giorno) e di decidere ciascuno che tipo di percorso affrontare nell'ultimo giorno:

  1. il monte Toraggio, con il suo single trail impegnativo, e un po' pericoloso. Molto panoramico e suggestivo, ha un fondo irregolare, con alcuni ostacoli da superare scendendo di sella e con diversi passaggi "esposti" (=non protetti a valle), che in caso di perdita di equilibrio (e possibile conseguente caduta) possono essere -anche molto- pericolosi. Si tratta a tutti gli effetti di un sentiero di montagna, normalmente percorso a piedi, che deve quindi essere affrontato con la dovuta attenzione e con una piena padronanza della bici. In termini ancora più chiari, e senza voler spaventare nessuno, in questo tratto una caduta dalla bici può comportare di "volare giù" per decine di metri, con conseguenze che potete immaginare, e che chi va in montagna è opportuno tenga sempre in considerazione. 
    Terminato questo tratto, lungo in tutto una decina di km, la strada si "allarga", ma rimane comunque fisicamente impegnativa (quasi tutta in discesa, ma con il fondo molto "scassato")  fino a Ventimiglia. Una volta raggiunto il mare - solitamente si arriva attorno alle 16:00 - rimane il tempo per un tuffo in mare, o per una birra fresca (oppure per tutti e due!), prima di raggiungere la stazione, caricare le bici in treno e tornare al punto di partenza.
  2. chi non se la sente, o semplicemente non ne ha voglia, o ancora quel giorno aveva proprio voglia di visitare qualche bel paesino (e c'è sempre la motivazione "tamarindo") sceglie una discesa più tranquilla, che passa dagli abitati di Pigna, Isolabona e Dolceacqua. Questi centri, davvero belli e caratteristici, vengono attraversati dalla strada che seguiamo, alternando asfalto (per la maggior parte) a qualche tratto sterrato. Anche in questa configurazione, una volta raggiunto il mare (solitamente si arriva attorno alle 14:00), rimane il tempo per un tuffo in mare, o per una birra fresca (oppure per tutti e due!), prima di raggiungere la stazione, caricare le bici in treno e tornare al punto di partenza.

 

via del sale giroola - monte toraggio

TRENO O NAVETTA?

Ultima scelta:  Treno o Navetta?

Come vi dicevo, la prima volta alla fine ero così stanco che avrei accettato anche di dormire nel corridoio in mezzo ai sedili. E invece poi non ce l'ho fatta a dormire, e per fortuna, perché ho capito che questa cosa del ritorno in treno è parte integrante (ed importante) dell' "esperienza via del sale": dopo la fase di tensione al momento di caricare tutte le bici (a volte sono davvero tante da sistemare in 2 carrozze), si prende posto dove rimane (prima le bici, poi se avanza...) e nelle 2 ore di viaggio, su un percorso molto particolare, panoramico ed interessante anche da fare in treno, si ripercorrono i momenti più belli con i compagni di viaggio, si condivide l'esperienza con altri bikers, che magari hanno fatto una strada diversa,  o che la faranno nei prossimi 2-3 giorni, o si parla con gli altri viaggiatori provando a spiegare perché ci piace fare queste cose strane, anziché passare 3 giorni in spiaggia sulla sdraio.

Oppure si appoggia la testa al finestrino e si dorme un po'  :)  

bici in treno

Questa è, per noi, la "nostra via del sale". 
Ce ne sono altre, molte, più facili, più difficili, più corte, più lunghe, più...
Ma questa, a me, è quella che piace di più.
Anzi, mi piacciono tutte e 2 le versioni, e infatti per la prossima stagione ho convinto Paola a metterle a calendario tutte e 2:

quella che passa attorno al monte Toraggio: https://www.giroola.com/it/tours/tour-mountain-bike/la-del-sale-ebike-3-giorni-sui-sentieri-delle-alpi-marittime

e quella che passa da Dolceacqua:  https://www.giroola.com/it/tours/tour-ebike-e-mountain-bike/la-del-sale-ebike-3-giorni-sui-sentieri-dalle-alpi-al-mare

...e voi? quale preferite?

 

 

Postilla: chi pianta tamarindi non raccoglie tamarindi

C’è un vecchio detto che recita “chi pianta tamarindi non raccoglie tamarindi”. 

Questo perché quest’albero impiega dagli 80 ai 90 anni per dare i suoi frutti per la prima volta. 

Una volta un giovane ragazzo incontrò un vecchio e saggio coltivatore di tamarindi e gli chiese: "Vecchio, perché pianti i tamarindi se sai già che non potrai raccoglierli mai?"

Allora il vecchio e saggio nonno posò gli attrezzi, chiese al ragazzo di sedersi accanto a lui, si accese la pipa e diede tre lunghe boccate. Dopodiché pronunciò queste sagge parole: "Giovane ragazzo, devi sapere che il terreno è mio e ci faccio il cazzo che mi pare!"

E da allora il giovane capì il grande insegnamento ed imparò come fare a campare cent'anni (potendo così, forse, arrivare lui a raccogliere ed assaggiare quei tamarindi!)  :)

vecchio con ragazzo
€ 499

La Via del Sale da Limone a Ventimiglia, 3 giorni in Ebike oltre quota 2.000m

Un percorso mitico, una piccola grande avventura, tra paesaggi incredibili e l'impegnativo passaggio del Monte Toraggio
Impegnativo