Vendiamo online, ma con tecniche vecchie (ovvero: non vi seguiamo negli altri siti con le nostre pubblicità)

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Paola

Paola sa sempre dove dovresti andare per la tua prossima vacanza.

05 Ott 20

Ciao a tutti, sono Paola e in Giroola mi occupo, tra le altre cose, della promozione e della vendita dei nostri viaggi.

Nel 2016, quando abbiamo deciso di creare la nostra azienda e di vendere i viaggi online, ho passato mesi a studiare le regole e le modalità del marketing digitale. Sono rimasta affascinata, e anche un po' perplessa, da tutti gli strumenti che la tecnologia offre, e dopo aver imparato per bene ho deciso di ... fare in un altro modo.

Una cosa per esempio che noi non facciamo sono le pubblicità di Google. Nè quella cosa per cui quando fai una ricerca, come succedeva nelle pagine gialle, chi paga l'inserzione appare prima nei risultati, nè il famigerato 'retargeting'.

Cos'è il retargeting: avete presente quando cercate un paio di scarpe e poi in qualsiasi sito o social andate vi si ripropone lo stesso paio di scarpe dappertutto? O quando avete magari lasciato a metà un acquisto online e vi arrivano mail che vi ricordano che 'basta un click' per finire il procedimento?

Ecco, quello è il retargeting, e a me non piace. Magari è utile per il paio di scarpe, ma noi vendiamo viaggi, esperienze, e assillare i viaggiatori è il contrario dell'idea che vogliamo dare di noi. Cerchiamo di fare in modo che ci si ricordi di noi spontaneamente :)

Abbiamo ragionato e pensato che il nostro pubblico si trovava in gran parte su Facebook, e così abbiamo investito in pubblicità li: l'idea è di far venire in mente a chi scorre i post che forse un viaggio con noi potrebbe essere una buona idea. Vorrei che qualcuno che magari non ci stava pensando inizi a sognare di partire. 

Quando qualcuno ci mette un 'like', lo invitiamo a seguirci, e ogni volta che parliamo con una persona proviamo ad invitarla alla nostra newsletter, o al canale Whatsapp per avere notizie. E' importante per noi perché da questi canali ci si può togliere, non vogliamo che nessuno riceva le nostre news con fastidio. 

Abbiamo una chat sul nostro sito, e se qualcuno ci lascia l'email gli riscriviamo almeno una volta per dargli maggiori informazioni o chiedergli appunto di iscriversi alle nostre newsletter, ma poi lo lasciamo in pace.

Perché dico che vendiamo con tecniche vecchie? Perché utilizziamo la tecnologia per raggiungere più persone, invece di stampare volantini o di fare pubblicità in radio, e poi le contattiamo personalmente, usiamo i nostri dati per sapere a chi scrivere, ma poi scriviamo davvero.

Quello che faccio ogni giorno mi ricorda tanto le cose che mi ha insegnato mio papà sulla vendita, e che abbiamo messo in pratica nelle nostre attività precedenti, fatte di venditori in carne e ossa e di lavoro sul campo ogni giorno. 

Qualche sera fa, come tanti, ho guardato il documentario The Social Dilemma su Netflix, Ho pensato per tutto il tempo che sono fiera del nostro rapporto con la tecnologia, o almeno spero di poterlo essere, perché credo che siamo stati capaci di mantenere il controllo e di iniziare a rispettare i nostri viaggiatori quando ancora sono persone che non conosciamo.

Il più grande vantaggio di questa scelta, secondo me, è che possiamo essere sempre più sicuri che chi si avvicina a noi sia proprio il viaggiatore che fa per noi, quello che tornerà a casa dall'esperienza felice e soddisfatto, e poi farà altri viaggi.

Perché ci ha trovati su Google proprio perché stava cercando le cose giuste, perché ci ha contattati su Facebook grazie alle suggestioni delle nostre belle foto o dei luoghi che proponiamo, e perché quando ci dice 'è da mesi che voglio contattarvi' sappiamo che si è deciso a farlo perché voleva e non perché Google glie lo ha ricordato ossessivamente.