Viaggio in moto nel Verdon

Cinque giorni in moto nel Verdon: il racconto di Marco C.

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In moto, in bicicletta, a piedi, in minibus: racconti di viaggio dei nostri straordinari viaggiatori

22 Ott 20

Marco C. è un viaggiatore entusiasta, la cui energia è contagiosa già dalle prime parole che scambi con lui. E' un vero motociclista, che sa organizzare da solo i suoi viaggi e macinare km senza problemi. Abbiamo avuto il piacere di averlo con noi nel viaggio del Verdon di Ferragosto, e dopo aver visto le sue splendide foto è stato naturale chiedergli di raccontarci di più. E ne è valsa la pena!

La ricerca di un viaggio

Ero da molto tempo alla ricerca di emozioni a bordo della mia moto, viaggiare per più giorni, conoscere nuove strade e ammirare nuovi paesaggi da condividere con qualcuno che avesse la mia stessa passione. Vincolato da una moto troppo sportiva e troppo scomoda, ho deciso di cambiare con una nuova che mi permettesse di “macinare” chilometri senza fare troppa fatica e senza tralasciare il puro divertimento della guida su due ruote. La soluzione che presto si è rilevata ottimale è la maxi crossover BMW S1000XR... una volta salito è difficile scendere!!

Di solito organizzo insieme agli amici dei viaggi in moto con durata massima di 3-5 giorni ma questa volta ho scelto di rivolgermi ad un tour operator specializzato che rispondesse alla mie esigenze: ho trovato Giroola. Paola è stata la prima a rispondere a tutte le mie domande riguardo la loro proposta dei 5 giorni in moto nel Verdon, un tour speciale tra Piemonte e Francia a cavallo di ferragosto. Mi ha convinto subito e non ho esitato a prenotare il prima possibile pregustando il viaggio sulla mia due ruote... sicuramente sarebbe stato un ferragosto indimenticabile!!

Partire

Il tempo quando non vedi l'ora di fare una cosa non passa mai, ma il fatidico giorno della partenza è arrivato.

Tutto è iniziato in un caldo pomeriggio domenicale qualche giorno prima di ferragosto. Moto pronta, valige cariche, casco in testa e via verso il primo appuntamento con Roberto a pochi km da casa. Il giorno prima mi ero messo d’accordo con lui che avremmo fatto il tragitto insieme verso il B&B Lunafragola della Sig.ra Michela Formia nel borgo di Vische (TO).

Sapevo solo che Roberto si sarebbe presentato con una MV Agusta Stradale 800 bianca, nient’altro, così come con tutti gli altri compagni di viaggio. Non conoscevo nessuno tranne la nostra accompagnatrice Elena sentita solo per telefono nei mesi precedenti. Ma forse è proprio questo uno dei punti fondamentali dell’avventura che stava per iniziare: conoscere nuove persone appassionate come me della natura e dei viaggi in moto.

All’appuntamento presso il B&B poco alla volta sono arrivati tutti. Vanni con la sua Kawazaki Versys 650 era già arrivato da poco, per strada abbiamo incontrato Matteo sulla sua Ducati Monster 821 e Mauro in sella ad una verdona Kawazaki Z1000SX e da lì a pochi minuti sono arrivati i coniugi Pietro ed Emanuela a bordo della loro Ducati Multistrada 1260. Verso l’ora di cena ecco che si presenta Elena con capelli color violetto a bordo del pulmino Giroola pronta per accompagnarci a cena presso un bel ristorante con vista sul lago di Candia dove avremmo incontrato il nono motociclista Domenico e la sua Honda Africa Twin.

Giorno 1

Lunedì si parte!! Prima tappa in Francia a Castellane passando per Racconigi (CN) per una sosta caffè, ad Aisone (CN) per il pranzo e scollinando il Col de la Lombard (2350 mt slm).

Il tempo non è dei migliori, ci sono sempre dei nuvoloni sopra le nostre teste, una pioggerellina fine che ci accompagna fino all’ora di pranzo che non compromette l’andatura delle nostre moto ma almeno ci fa guidare un po’ al fresco. Dopo la discesa dal passo, passando per Isola, ci immergiamo nella vallata del fiume La Tinée affluente del fiume Varo che costeggiamo percorrendo la statale Route de Grenoble. Breve sosta in un bar a Touët-sur-Var e poi di nuovo in sella per gli ultimi 60 km direzione Castellane costeggiando il meraviglioso Lac de Castillon. Dopo tante belle strade piene di curve, meravigliose gole scavate nella roccia da fiumi altrettanto spettacolari che sfociano in laghi incantevoli, la giornata volge al termine all’Hôtel du Levant di Castellan attorno ad un tavolo per cenare tutti insieme.

Sembra di essere a tavola con gli amici di sempre, quelli che conosci da una vita. Questa è la piacevole sensazione che ho scoperto facendo conoscenza della nuova compagnia.

Giorno 2

Al risveglio ci aspetta una giornata sgombra di nuvole!! Restiamo a Castellane per un paio di giorni giusto per visitare tutte le meraviglie della zona. Castellane è un piccolo borgo movimentato fin dalle prime luci del mattino. Punto di partenza per le escursioni in rafting sul fiume Verdon. La bella piazza, al cui centro spicca una fontana, è teatro di un mercato. E’ dominata da un’imponente falesia calcarea di quasi duecento metri di altezza sulla cui sommità si erge la cappella di Notre Dame du Roc col suo piccolo campanile.

Oggi ci dirigiamo verso il piccolo borgo medioevale di Trigance che si affaccia sulla valle Jabron e del suo incantevole castello. Fermi per delle foto di rito, siamo sedotti dalla pace, dalla tranquillità e dalla flora che circonda questo paese pieno di fascino.

Appena ripartiti ci troviamo presto a percorrere una delle più suggestive strade dell’entroterra della Costa Azzurra: le Gole del Verdon.

Questo spettacolare canyon, protetto dal Parco Naturale Regionale, è il più vasto d’Europa e, una volta raggiunto, non si fatica a crederlo. E’ scavato dalle acque dell’omonimo fiume che nei secoli ha formato uno scenario maestoso fatto di altissime pareti scoscese.

I panorami ci lasciano senza parole e l’unico modo per ricordarcelo sono le continue foto fatte nelle soste che la nostra Elena ci suggerisce tra le innumerevoli piazzole a bordo strada.

Sullo sfondo scorgiamo la prossima meta: il Lago di Sainte-Croix che raggiungeremo dopo esserci fermati a Aiguines per bere un “qualcosa” che nemmeno potrebbe essere paragonato ad un buon caffè italiano.

L’impatto visivo più spettacolare è offerto dall’intenso colore blu cobalto che si perde all’orizzonte.

Da castellane abbiamo percorso solo un’ottantina di chilometri e già si avvicina l’orario del pranzo... d’altronde siamo o no in ferie? Oggi è la giornata relax dedicata alle meraviglie delle Alpi dell’Alta Provenza che ci stanno riempiendo gli occhi ed il cuore!!

Arrivati a Riez mettiamo le gambe sotto al tavolo di uno dei tanti bar/ristoranti che si trovano ai lati di uno dei corsi di questo caratteristico paesino turistico.

Ripartiamo, rabbocco ai serbatoi delle nostre moto, e ci indirizziamo verso il lato nord del Lago di Sainte-Croix attraversando distese di campi agricoli dell’alta Provenza dove avviene la coltivazione della lavanda. Purtroppo non è il periodo migliore per vedere la lavanda in fiore in quanto è già avvenuta la raccolta nel mese di luglio, ma possiamo solo immaginare meravigliose distese viola, di certo abbiamo dalla nostra il vantaggio di percorrere strade poco trafficate avendo evitato la massa dei turisti.

Giorno 3

Partenza da Castellane per la seconda ed ultima volta. Oggi risaliremo il corso del fiume Verdon fino a La Foux ai piedi del Col d’Allos, per poi affrontare il Col de Vars e scendere nella vallata del fiume Durance affluente del lago di Serre-Ponçon dove pernotteremo su una delle sue sponde a Savines-le-Lac.

La giornata inizia nei migliori dei modi: Elena ci conduce su una stretta strada secondaria per nulla trafficata con panorami mozzafiato che costeggia dall’alto il fiume Verdon e il piccolo Lac de Chaudanne. Scendiamo per l’ultima volta verso il Lac de Castillon per immetterci sulla statale direzione nord verso l’incantevole città medievale di Colmars cinta da mura dove faremo una sosta prima di affrontare i due colli della giornata.

Superata una delle porte fortificate, ci addentriamo alla scoperta del centro storico racchiuso dalle mura passeggiando lungo le stradine su cui si affacciano alti edifici in stile gotico provenzale e graziose fontane dalle quali sgorga acqua freschissima.

Riprendiamo la marcia sempre verso nord e dopo una ventina di chilometri ci ritroviamo già sulla tortuosa e faticosa salita per il Col d’Allos (2250 mt slm).

Dopo la discesa dal passo e visto avvicinarsi l’ora di pranzo, decidiamo per una sosta nel centro di Barcelonnette al bar/ristorante Le Glacier. Il pasto ristoratore è proprio quello che serve per rimetterci in viaggio alla volta del Col de Vars che raggiungiamo dopo una trentina di km lungo una strada panoramica che ci porta a 2109 mt slm.

Non possiamo troppo rimanere fermi, la strada è ancora lunga e vorremmo scappare da qualche nuvolone minaccioso sopra di noi. Si prosegue verso la vallata del fiume Durance dove piegare a sinistra sulla statale N94 direzione lago di Serre-Ponçon. L’intenzione della nostra accompagnatrice Elena è quello di circumnavigare il lago dall’alto ma troviamo ad Embrun la strada bloccata causa corsa triathlon: non lo sapevamo che il 15 agosto si svolge la EMBRUNMAN alla quale hanno partecipato circa 1200 atleti tra uomini e donne su un percorso che prevede quasi 4 km di nuoto, 188 km in bicicletta (compreso il valico del Col d'Izoard) e i finali 42 km di corsa a piedi!!

Elena non si fa cogliere impreparata. La soluzione è di approfittarne dello stop forzato per bere un drink nelle vicinanze e poi dirigersi con calma verso l’Hotel e Camping Les Source a Savines le Lac. Il giro completo del lago lo rimandiamo alla mattina successiva con risveglio di buon ora.

Come detto è il 15 agosto, perché non approfittarne per cenare in riva al lago e godersi i fuochi artificiali? Questa è stata la ciliegina sulla torta che ha coronato un meraviglioso terzo giorno in moto con compagni di viaggio altrettanto spettacolari. Davvero tutto troppo bello!!

Riposati e pronti per una nuova giornata in sella alle nostre moto direzione sempre verso nord. Ci attendono circa 350 km per arrivare a destinazione a Bourg-Saint-Maurice. Oggi, però, dobbiamo prima percorrere il periplo del lago di Serre-Ponçon e già dai primi chilometri ci rendiamo conto che la decisione di girare intorno al lago di primo mattino è stata geniale. La strada è tutta per noi, pulita e da poco asfaltata che mi invoglia a fare delle belle “pieghe”, aria frizzantina che mi godo tenendo il casco leggermente aperto e il paesaggio che ci circonda... a dir poco meraviglioso!! Breve sosta per una foto da cartolina e si riparte!! Oggi la giornata è intensa; dobbiamo andare a scalare il Col d'Izoard.

Completiamo il giro del lago ripassando per l’ultima volta ad Embrun giusto per un caffè e molto presto ci ritroviamo a percorrere la statale D902 o meglio chiamata Route des Grandes Alpes. Lungo la strada capisco il motivo per il quale la D902 è così amata dai motociclisti. La voglia di aprire gas e divertirmi con la mia moto è tanta, Elena mi da il consenso a “scatenarmi” e mi seguono Mauro, Vanni, Matteo e Roberto. Sono il primo della fila, Mauro incollato come un’ombra, appena dietro Vanni sulla sua verdona, Matteo lo vedo negli specchietti impegnato con il suo Monster e Roby ci segue mentre prende sempre più confidenza con la sua MV. Ma ad un certo punto mi assale un dubbio: stiamo andando nella direzione giusta? Accostiamo a bordo strada, breve controllata alla mappa sul cellulare e ci rendiamo conto di no!! Non mi sono accorto di aver oltrepassato le indicazioni per il colle!! Dietrofront e cerchiamo di recuperare il tempo perso. Arriviamo in vetta al Col d'Izoard (2360 mt slm) e dopo le dovute scuse ad Elena, lasciamo le moto a bordo strada per una bella foto di gruppo.

Non manca poco alla sosta pranzo, ancora una ventina di chilometri in discesa e ci fermiamo a Briançon dove mangiamo un ottimo hamburger. Nel pomeriggio ci aspetta ancora il Col Du Galibier e il Col de La Madeleine, quindi si riparte. Il primo colle (2642 mt slm) lo raggiungiamo dopo circa 40 km su strada ampia ma abbastanza rettilinea tranne per l’ultimo pezzo dopo Le Monêtier-les-Bains dove la carreggiata si stringe e le pendenze si fanno sentire. Ci troviamo sempre sulla Route des Grandes Alpes a cavallo tra le Alpi Cozie e le Alpi del Delfinato, ovvero tra le regioni della Provenza e del Rodano. Il Col Du Galibier è un nome celebre nel Tour de France, per il quale ha spesso rappresentato il picco in altezza.

Ci manca da raggiungere l’ultimo colle della giornata: Col de La Madeleine. E’ un valico alpino situato nelle Alpi Graie francesi. Raggiunge la quota di 2000 mt slm e si colloca tra le valli della Tarantasia e della Maurienne, e tra la parte occidentale del massiccio della Vanoise e il massiccio della Lauzière. Arrivati in fondo alla discesa del Col Du Galibier, facciamo un piccolo tratto di autostrada giusto per ridurre i tempi di percorrenza ed avvicinarci il prima possibile alla salita al Col de La Madeleine che inizia da Saint-Martin-sur-la- Chambre. Salita bella, tortuosa ed impegnativa che per molti chilometri la si percorre all’interno di un bosco e poi si apre su una bella vallata appena attraversato il paese Saint-François-Longchamp che si intuisce facilmente essere una località sciistica visti gli innumerevoli impianti di risalita. Io mi sento bene, la moto mi regala ottime sensazioni ed allora apro un po’ di più il gas e arrivato in paese, ho tutto il tempo per fermarmi e fare una sorpresa ai miei compagni: cellulare alla mano e... video di gruppo!!

Risalgo al volo in sella e li recupero in cima al passo. Immediatamente ripagati con paesaggi incantevoli, la “tavola di orientamento” indica che guardando verso Nord dovremmo vedere il Monte Bianco, purtroppo le nuvole ce lo vietano ma sicuramente ammirarlo dal lato francese è sempre un gran bello spettacolo.

La nuvola minacciosa è sempre lì sulla sinistra che questa volta è un po’ più scura del solito. Appena ripartiamo comincia a piovere ma non fa in tempo a bagnare la strada permettendoci di affrontare la discesa senza alcuna difficoltà. Il tragitto in discesa ci porta ad imboccare sulla destra la statale N90 all’interno della vallata del fiume Isère, la percorriamo per circa 35 km attraversando Moûtiers, Aime e Bellentre. Arriviamo a destinazione a Bourg-Saint-Maurice presso l’Hotel Arolla. Giusto il tempo di parcheggiare e scaricare le borse dalle nostre moto, una bella doccia rinfrescante e siamo già pronti per cenare presso il ristorante francese Le Châlet.

Una cena favolosa!! Me la ricorderò per sempre: l’atmosfera, l’ambiente, la tavolata all’aperto, le montagne che ci circondano, la compagnia degli amici, gli ottimi piatti della specialità culinarie della Savoia da leccarsi i baffi!!

Come non dimenticare le raclette ottenute raschiando una mezza ruota di formaggio svizzero fuso sulla sua parte superiore accanto a una fonte di calore.

E’ vero, purtroppo è l’ultima cena che faremo insieme ma adesso non ci penso, voglio solo godermi ogni minuto di questa serata!!

Giorno 5

Come in ogni viaggio c’è un inizio e una fine. Oggi rientreremo in Italia e concluderemo questa avventura iniziata 5 giorni fa. Ma... il bello è il viaggio stesso e ci attende ancora tanto da vedere!! Prima dobbiamo esplorare il Colle del Piccolo San Bernardo, scendere in Valle d’Aosta e rientrare a Vische passando tra i numerosi laghi morenici di Ivrea, lago di Viverone e le colline della vallata del fiume Dora Baltea.

Al risveglio la giornata è soleggiata, aria frizzante, in cielo volteggiano dei parapendii e non vedo l’ora di salire in sella. Prima della colazione insieme ai miei amici scatto delle foto all’esterno dell’hotel.

Un rabbocco ai nostri serbatoi e via per la salita verso il Colle del Piccolo San Bernardo. Per i primi chilometri la strada è tortuosa poi diventa abbastanza rettilinea fino allo scollinamento dei 2188 mt slm.

Ad accoglierci in cima al colle in mezzo alla strada una statua di un cucciolo di San Bernardo con la sua tipica fiaschetta legata al collo.

Passato il cartello blu con scritto ITALIA, inizia la discesa in mezzo la bosco attraversando La Thuile, Morgex e Aosta. Appena fuori il capoluogo, ci fermiamo per pranzo presso la località di Nicolin. Finalmente si mangia bene e, soprattutto, si beve un buon caffè!!

Si riparte non prima di aver salutato Roberto che deve anticipare il rientro a casa prendendo direttamente l’autostrada: “Ciao Roby!! E’ stato un piacere averti conosciuto. Alla prossima!!”

Al seguito di Elena prendiamo strade secondarie lungo il pendio della vallata a visitare il caratteristico castello di Fenis. Particolare perché diversamente dagli altri castelli valdostani, costruiti per scopi bellici e di protezione, non è situato sulla sommità di un promontorio, bensì su un lieve poggio privo di difese naturali.

Da qui proseguiamo verso Châtillon, Saint Vincent e il borgo di Bard ai piedi dell’imponente omonimo complesso fortificato Forte di Bard. Attualmente ospita esposizioni di arte antica, moderna, contemporanea e di fotografia ma è notoriamente conosciuto come luogo delle riprese cinematografiche delle scene del film Avengers - Age of Ultron.

Oltrepassiamo Pont-Saint-Martin e ci fermiamo a Quincinetto per salutare con un forte abbraccio Domenico e i due coniugi Pietro ed Emanuela che prenderanno la via di ritorno in autostrada. Mi scappa una lacrimuccia... si, è stato bellissino ed è un dispiacere lasciarci dopo così tanti chilometri fatti in ottima compagnia. Ci siamo trovati così bene che ci ripromettiamo di vederci ancora in altre occasioni e, magari, in un nuovo viaggio organizzato da Giroola.

Siamo rimasti in 5 e riprendiamo l’ultima parte del nostro viaggio abbandonando a Settimo Vittone la statale 26 della Valle d’Aosta per arrampicarci a sinistra lungo la strada provinciale 419 della Serra. Ci troviamo a nord di Ivrea zona dei Cinque Laghi, nel bell’anfiteatro morenico creato dal grande ghiacciaio che scendeva dalla Valle d’Aosta e che ha anche creato la famosa Serra di Ivrea, una ciclopica morena collinare caratterizzata dalla sua forma lineare. Elena ci spiega che questa è la zona delle Terre Ballerine costituito da uno strato di torba, appoggiato su una superficie d’acqua, sopra il quale cresce il bosco. L’acqua permette alla torba di galleggiare e si può quindi saltellare su questo “esclusivo” tappeto elastico, ad ogni salto anche le piante vicine si muovono.

Ai piedi della collina morenica ci attende una sosta sulle sponde del lago di Viverone. Ci fermiamo per un’ultima bibita rinfrescante nei pressi di Anzasco proprio in riva al lago vicino alla piccola chiesa risalente al X secolo dedicata alla Madonna del Lago. Seduti attorno al tavolo, ci guardiamo negli occhi ripensando ai tanti chilometri percorsi insieme accompagnati da altrettanti ricordi dei luoghi vissuti ed emozioni condivise. Ci salutiamo con un ultimo abbraccio ed un pizzico di tristezza nel cuore.

Il tour nel Verdon è purtroppo finito. Mi attendono solo gli ultimi chilometri prima di rientrare a casa. Chiuso all’interno del mio casco vedo davanti a me la dritta autostrada verso Milano mentre mi ritornano in mente ogni singolo istante di questa bella avventura che sicuramente porterò dentro di me per sempre. Woooow mi dico, ma quanto è stata bella!!

Stanco? Un pochino si, ma felice di aver conosciuto persone fantastiche e visto posti magnifici che mi hanno riempito occhi e cuore. Mi resta da chiedermi a quando un altro viaggio del genere? Il prima possibile!! ;)

Un ringraziamento speciale va alla nostra professionale accompagnatrice e simpatica compagna di viaggio Elena ed a tutto lo staff di Giroola che ha contribuito alla riuscita di questo viaggio. Ho avuto la personale occasione di conoscere meglio alcuni membri e la storia di Giroola: in loro ho intravisto la passione e dedizione nel loro lavoro... bravi ragazzi, continuate così!!

Le foto di questo articolo sono quasi tutte di Marco C. Ringraziamo anche gli altri viaggiatori, in particolare Vanni, per le foto.

Vieni con noi?

Nel 2021 torniamo nel Verdon e abbiamo 2 partenze con lo stesso Tour raccontato da Marco, una partenza il 25 Giugno e l'altra il 9 Luglio.

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